Non lo sapevate?

Sapevatelo!

   

(capitolo 11)

Lo sapevate che il baseball si può giocare dappertutto? Oggi i giocatori sono molto esigenti sulla qualità dei campi: la zona in terra rossa deve essere perfettamente liscia, né troppo umida né troppo polverosa; all’esterno l’erba deve essere tagliata a una certa altezza e non devono esistere buche o avvallamenti; le recinzioni devono essere precedute dal warning track (la zona in terra grigia), e così via. Queste richieste sono sensate, perché qualsiasi irregolarità del campo può vanificare un’azione difensiva, pur se eseguita alla perfezione, o causare l’infortunio di un giocatore. Ma in passato, come oggi, gli appassionati si sono divertiti a giocare a baseball un po’ dappertutto. Guardate qui due estremi. 

A New York, nel 1870, si giocava ad "Ice baseball". Mica facile!

Albert Spalding fu un bel tomo, ancora oggi famosissimo nella storia del baseball statunitense. Nel 1888 mise insieme due squadre di professionisti con cui girò il mondo organizzando dappertutto partite dimostrative di baseball. Il 9 febbraio 1989 le due squadre giocarono sulla sabbia del deserto davanti alla piramide di Cheope, per poi farsi fotografare appollaiati sulla sfinge di Gizah. Da lì, vennero in Italia, dove a Roma si sfidarono davanti al Re Umberto I. 

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