Non lo sapevate?

Sapevatelo!

   

(capitolo 12)

Lo sapete che cosa provoca al vostro articolista uno sgradevole sommovimento di visceri? Sentir chiamare la panchina del baseball “dogout”. E’ uno dei miei difetti congeniti, e non posso farci niente. Ho sentito fior di giocatori e allenatori dire “dogout”, e ogni volta mi fa lo stesso effetto.

La struttura in cui stanno i giocatori che non sono in campo (cioè la “panchina”) si chiama “dugout” (pronuncia: dagaut), e cioè “scavato”, e non “dog-out”, cioè “cane fuori”... 

Il nome deriva dal fatto che, quando si iniziarono a costruire gli stadi del baseball negli Stati Uniti, lo spazio riservato ai giocatori venne scavato, in modo che la struttura non ostacolasse la vista agli spettatori.

Ancora oggi in molti stadi la panchina dei giocatori si trova sotto il livello del terreno di gioco, anche se questa soluzione ha un brutto inconveniente: il dug out si allaga in caso di pioggia, come ben sa chi ha giocato ad Avigliana fino al 2006.

Lo spazio in cui si riscaldano i lanciatori prima di entrare in partita si chiama invece “bullpen”, il “recinto dei tori”. Sull’origine di questa denominazione esiste una decina di teorie, il che significa che non lo sa nessuno.

L'attuale dugout di Fenwey Park, lo stadio dei Boston Red Sox

Alle spalle del battitore, il dug out del campo grande di Avigliana nel 2003

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