Capitolo 12. Il box del lanciatore

Fino al 1857 la distanza tra lanciatore e battitore non fu fissata per iscritto. La prima regola scritta stabilì una “pitcher’s line” (linea del lanciatore) perpendicolare alla retta tra casa base e seconda base, lunga 12 piedi (3,6 metri) e posta a 45 piedi da casa base (l’attuale distanza tra pedana di lancio e piatto è molto maggiore: 60 piedi e 6 pollici). A metà della linea era fissato un piatto di acciaio di 9 pollici di diametro (fig. 1). Il lanciatore poteva iniziare il suo movimento in qualunque punto dietro la linea (variando quindi notevolmente l’angolo di lancio); non doveva però pestarla o superarla al momento del rilascio della palla. Se lo faceva, l’arbitro chiamava “balk”, la palla era morta e gli eventuali corridori avanzavano di una base. I lanciatori però prendevano la rincorsa per aumentare la velocità del lancio (ricordiamo che allora si poteva lanciare soltanto sottomano), e allora nel 1863 venne introdotta una seconda linea, parallela alla prima e posta 3 piedi dietro (fig. 2). Durante l’azione di lancio il pitcher doveva stare tra le due linee: era così impossibile prendere la rincorsa. Negli anni successivi le due pitcher’s line divennero un pitcher’s box, un rettangolo largo 4 piedi e profondo 6, distante 50 piedi da casa base.

Alla fine, nel 1893, il box del lanciatore venne sostituito da un rettangolo di gomma lungo 12 pollici e largo 4, posto a 60 piedi e 6 pollici dal vertice di casa base, e questo è ancora l’assetto odierno; come oggi, la regola prescriveva che il lanciatore dovesse iniziare il movimento di lancio con un piede a contatto con la pedana.

L’idea del monte di lancio fu proposta nel 1880 dal lanciatore John Montgomery Ward. Nel 1903 l’altezza massima del monte rispetto a casa base fu fissata in 15 pollici. L’adozione del monte di lancio offrì due vantaggi al lanciatore: l’abbassamento del piede anteriore e del corpo durante il lancio forniva un incremento di velocità alla palla; inoltre, in questo modo la palla arrivava sul piatto dall’alto verso il basso, e non orizzontalmente, creando ulteriore difficoltà al battitore. Nel 1968, in un momento storico in cui i lanciatori avevano preso il netto sopravvento sui battitori, vennero adottate due modifiche regolamentari per riequilibrare il duello: la riduzione dell’area di strike e l’abbassamento del monte di lancio da 15 a 10 pollici. Queste innovazioni aumentarono la media battuta delle squadre di 15 punti.

Nell’ultimo decennio del 1800 vennero adottate alcune nuove regole che resero il gioco del baseball ormai quasi identico a quello che conosciamo oggi: poiché i corridori spesso si facevano colpire dalla palla battuta per intralciare l’azione dei difensori, si decretò che in tale caso il corridore era eliminato; venne inoltre concessa la prima base al battitore colpito dal lancio, furono introdotte la regola dell’infield fly e il divieto, per il lanciatore, di fintare il pick off in prima base.

Fig. 1. Prima del 1863, unica "picher’s line" a 45 piedi dal  piatto, che è ancora rotondo

Fig. 2. Doppia pitcher’s line dopo il 1863

In questa Baseball card del 1887, dedicata a Robert Lee Carruthers dei Saint Louis Browns, si può vedere il “pitcher’s box”

Partita di baseball tra le squadre dei Lima (Ohio) e dei Wheeling (West Virginia) nel 1887. Notare le linee tracciate col gesso che delimitano il box del lanciatore (non c’è ancora il monte di lancio) e il lanciatore con un piede sulla linea. Il catcher indossa la maschera e due guanti, mentre l’arbitro è in giacca e cravatta. Il campo è ormai un “ball park” recintato, dotato di tribune e riservato a spettatori paganti

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