Capitolo 13. Tabacco o vaselina?

Quando le regole permisero il lancio con la mano sopra la spalla (il vecchio throw, proibito dalle Knickerbocker Rules), i lanciatori cercarono subito nuove modalità per mettere in difficoltà i battitori. Ovviamente un battitore sbaglia di più se non riesce a vedere bene la palla o a capirne la traiettoria; si trattava perciò di escogitare nuove tecniche di lancio per ottenere traiettorie non rettilinee oppure trucchi per rendere meno visibile la palla. Si comprese che il risultato poteva essere ottenuto in due modi: o agendo sull’impugnatura della palla e sul movimento di lancio, oppure modificando la palla stessa. La prima strada condusse alla skewball (l’attuale curveball, la “palla curva”), la seconda alla spitball, o “palla sputata”.

Nel 1869 un giornalista del New York Clipper parlò del lanciatore dei Brooklyn Eckfords, Alphonse “Phonney” Martin, in questi termini: “un lanciatore estremamente difficile da battere perché la palla non segue mai una traiettoria diritta, ma un curva ingannevole”. L’anno successivo due lanciatori, Fred Goldsmith e Candy Cummings, usarono certamente la curva in modo sistematico durante la stagione. Naturalmente il fenomeno creò molta curiosità, anche perché scienziati e giornalisti sostenevano che la skewball era solo un’illusione ottica, e che la palla non poteva far altro che seguire una traiettoria rettilinea finché la forza di gravità non l’avesse tirata verso il basso. Poiché i giocatori di baseball non la pensavano così, il 16 agosto 1870 Fred Goldsmith tenne ai Capitoline Grounds di  Brooklyn un’esibizione per dimostrare che una palla da baseball poteva essere controllata in modo da ottenere una traiettoria che descriveva un arco pronunciato. La prova venne realizzata tracciando sul terreno una linea retta lunga 14 metri; tre pali vennero collocati sulla linea: due agli estremi e uno a metà. Il lanciatore si posizionò a sinistra di uno dei pali estremi. La prova voleva dimostrare che la palla lanciata a sinistra del palo iniziale sarebbe passata a destra del palo intermedio e avrebbe terminato la sua corsa di nuovo a sinistra dell’ultimo palo. Dopo sette lanci andati a buon fine, i fautori dell’illusione ottica dovettero abbandonare la loro posizione.

Sull’altro versante, furono ideati tre modi di modificare la palla in modo da alterarne il comportamento aerodinamico oppure renderla meno visibile al battitore:

- la spitball (palla sputata), ottenuta spalmando sulla palla saliva, vaselina, olio, fango o altre sostanze fantasiose;

- la emeryball  (palla smerigliata), che si otteneva con abrasioni su una parte della palla;

- la cutball (palla tagliata), ottenuta tagliuzzando il rivestimento di cuoio in alcune zone.

L’arte (del tutto legale) di modificare le palle si sviluppò a partire dal 1880, ma divenne molto popolare e imitata con il lanciatore Ed Walsh, che dominò l’American League dal 1906 al 1912 grazie alla sua spitball.

Fred Goldsmith, uno dei primi lanciatori che utilizzarono la curva

1889. Pubblicità delle uniformi da baseball prodotte dalla Spalding

Partita di baseball nel 1902; rispetto alla fotografia del capitolo precedente, ora l’arbitro indossa la maschera, ma la sua sicurezza resta piuttosto precaria. Il catcher, invece, ha ora un guanto apposito, pettorina e schinieri.

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