Capitolo 14. Una partita, una palla

Il periodo dal 1900 al 1919 è conosciuto come “the dead ball era”, ovvero “l’epoca della palla morta”. Fu un periodo in cui le battute erano normalmente dei singoli o, più raramente, dei doppi; il gioco di attacco era prevalentemente basato sui bunt, sul batti e corri e sulle rubate. Due fattori avevano determinato questo stato di cose: le palle modificate dai lanciatori in modo sempre più pesante, soprattutto per renderle poco visibili ai battitori come nel caso della tobacco spittle (palla sporcata di saliva con tabacco masticato), e la sostituzione del nocciolo della palla, non più in gomma ma in sughero, materiale molto meno elastico. In quegli anni, era normale giocare tutta la partita con una sola palla; anche quelle che finivano in tribuna venivano recuperate da addetti pagati dai club e rimesse in gioco. Una palla costava allora tre dollari, vale a dire oltre 39 dollari al valore attuale, e i club erano riluttanti a spendere denaro per palle nuove. Si può immaginare in quali condizioni fosse una palla verso fine partita, dopo innumerevoli contatti con mazze, pali e gradinate, e soprattutto dopo essere stata grattata, sputacchiata con saliva al tabacco o sporcata con terra e vaselina per centinaia di lanci. Inoltre, i fuoricampo erano rarissimi per un ulteriore motivo: i campi da baseball erano allora molto più lunghi, fino a 635 piedi (il campo dei Boston Red Sox), mentre oggi il regolamento prescrive una lunghezza minima di 250 piedi e consiglia 400 piedi al centro e 320 ai lati.

Il catcher dei Boston Americans nel 1901

Nel 1908 il record stagionale individuale era stato di 7 fuoricampo, e quando nel 1919 Babe Ruth realizzò 29 homerun il mondo del baseball rimase profondamente impressionato. Oggi il record di fuoricampo in una sola stagione è di 73 e appartiene a Barry Bonds (realizzato nel  2001). Nel 1920 il giocatore Ray Chapman morì perché colpito alla tempia da una tobacco spittle durante una gara disputata in condizioni di precaria visibilità. Fu la goccia che fece traboccare il vaso: da quell’anno venne proibita qualsiasi alterazione della palla e agli arbitri fu ordinato di sostituire frequentemente le palle usate con altre, nuove e pulite; gli effetti furono immediatamente visibili sia sulla media battuta che sul numero dei fuoricampo. In ogni caso, la tentazione di manipolare la palla è rimasta fino ai giorni nostri: ancora nel 1987 Joe Niekro (lanciatore dei Minnesota Twins) fu colto sul campo con una limetta per unghie, e Kevin Gross (lanciatore dei Philadelphia Phillies) con un pezzo di carta vetrata in tasca. Entrambi furono sospesi per un certo numero di incontri.

La copertina e una pagina della “Spalding’s Official Baseball’s Guide” del 1889.  La Spalding,  oltre a detenere il monopolio della fornitura delle palle ufficiali dal 1878 al 1977, produceva attezzatura e abbigliamento per il baseball. La “Spalding’s Guide” veniva pubblicata ogni anno e conteneva articoli di analisi tecnica, informazioni e statistiche dell’anno precedente per tutti i club di Major League e per molti club delle Leghe minori, nonché il calendario dei campionati dell’anno successivo. Le Spalding’s guide furono pubblicate dal 1878 al 1940; dal 1941, il nome divenne “The Official Baseball Guide” 

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