Capitolo 17. Spalding in tour

La storia del baseball nel 1800 deve necessariamente fare perno sugli Stati Uniti perché è in questo Paese che si svilupparono, nell’arco di circa sessant’anni, le regole di gioco e quelle organizzative che ancora oggi vengono applicate in tutto il mondo. Non bisogna però pensare che in quell’epoca il baseball esistesse soltanto negli attuali States. Là dove arrivavano gli Americani (marinai, soldati, insegnanti di college o cercatori d’oro) lì arrivava il baseball. Il gioco attecchì rapidamente in alcuni Paesi, poco o nulla in altri. Vi fu però un americano che si propose di far conoscere il baseball al mondo in modo professionale e organizzato: la sua missione non ebbe molto successo (sbagliò i Paesi di destinazione, probabilmente), ma la storia merita di essere raccontata, perché Albert Goodwill Spalding (che abbiamo già incontrato in precedenti capitoli) occupa un posto tutto particolare nella storia del baseball. Spalding giocò da lanciatore professionista a partire dal 1867, prima nei Chicago Excelsiors, poi nei Boston Red Stockings e infine di nuovo a Chicago, nei White Stockings.

Albert Goodwill Spalding

Illustrazione del tour in Inghilterra dei Boston Red Stockings e dei Philadelphia Athletics, nel 1874

Appena tornato a Chicago, aprì con il fratello un negozio di articoli sportivi e subito dopo fondò la Spalding Official Base Ball Guide, che fu per decenni la Bibbia del baseball americano. Iniziò a produrre e commercializzare tutto il materiale per il baseball, divenendo ben presto il fornitore ufficiale (e unico) delle palle per le Leghe professioniste, monopolio che la Spalding & Bros. perse solo nel 1977. Nel 1874 Albert Spalding decise di far conoscere il baseball (e i prodotti della sua azienda) all’estero, e organizzò con i Boston Red Stockings e i Philadelphia Athletics un tour nel Regno Unito. Ospiti dei locali club di cricket, le due squadre americane giocarono a baseball e a cricket a Londra, Liverpool, Manchester, Richmond, Sheffield e Dublino. In ogni località le squadre americane giocarono a baseball (tra di loro) e a cricket (contro squadre inglesi), vincendo tutti gli incontri di cricket. Forse anche per questo, il tour non destò nei britannici un grande entusiasmo per il baseball, che pure era stato inventato da loro. Nel 1878 Albert terminò la sua carriera agonistica con dati eccezionali: una media battuta di .313 (ed era un lanciatore…), una media di punti guadagnati su di lui (ERA) di 2,14 e una percentuale di vittorie di .796 (252 vinte e 65 perse), un record che non è ancora stato eguagliato, anche se occorre tenere conto del diverso andamento del gioco in quegli anni. 

Quando smise di giocare per i White Stockings, acquistò l’intera squadra, diventando in seguito uno dei personaggi più influenti del baseball statunitense. In questa veste, nel 1888-1889 organizzò un nuovo tour, più ambizioso del precedente. Prese la sua squadra di Chicago, ne formò una seconda chiamandola All America Team e imperversò per gli Stati Uniti, esibendosi in tredici città diverse; poi, il 18 novembre 1888, tutti si imbarcarono alla volta delle Hawaii (che non erano ancora uno Stato americano), dove vennero ricevuti dal Re in persona. Proseguendo il viaggio, disputarono una partita a Auckland (Nuova Zelanda) e dodici in Australia, in diverse città; passando per Ceylon giunsero al Cairo, dove si tolsero la soddisfazione di giocare sulla sabbia davanti alla piramide di Cheope, per poi farsi fotografare appollaiati sulla sfinge di Gizah, il 9 febbraio 1889. Sbarcati in Italia, giocarono a Napoli (dove l’intero gruppo fu per qualche ora arrestato dalla polizia), a Roma (a Villa Borghese, davanti al Re Umberto I) e Firenze; l’intero gruppo valicò poi le Alpi per giocare a Parigi e quindi attraversò la Manica per disputare gli ultimi incontri a Londra, prima del trionfale ritorno in patria.

Il gruppo di Spalding sulla Sfinge di Gizah nel febbraio 1889

Le due squadre dei Chicago e degli All America ritratti prima dell’inizio della partita a Roma, Villa Borghese, il 23 febbraio 1889

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