Capitolo 2. Olandesi a New York

La prima testimonianza storica del baseball nel Nuovo Continente risale al 1791, anno in cui nella città di Pittsfield, nel Massachusetts, venne emanata un’ordinanza che proibiva di giocare a baseball nel raggio di 80 yarde (73 metri) dalla chiesa del paese. Evidentemente il pastore era stanco di sostituire i vetri della canonica, o di sentire gli schiamazzi dei giocatori durante le funzioni religiose. La prima descrizione di una partita di baseball è invece rivendicata dal Canada: in una lettera a un amico, il dottor Adam E. Ford descrive una partita disputata a Beechville, nell’Ontario, il 4 giugno 1838. In questa versione del gioco, le basi erano cinque, la partita era suddivisa in inning, la terza eliminazione concludeva la fase di attacco.

In questo acquerello americano di metà dell’800, sono ben visibili i pantaloni “knickerbocker” dei giocatori.

Ma d’ora in poi, per qualche capitolo della nostra storia, il punto di riferimento sarà la New York di metà ‘800. Nel 1845, infatti, venne ufficialmente fondato il New York Knickerbockers Base Ball Club,  i cui membri appartenevano al ceto medio-alto della città e giocavano a baseball nel tempo libero. A quel tempo, erano chiamati knickerbocker i discendenti dei colonizzatori olandesi stabilitisi a New York; poiché nelle riproduzioni dell’epoca questi coloni indossavano quel tipo di pantaloni che in Italia sono detti “alla zuava”, il termine passò anche a definire il capo di abbigliamento, che fu usato per molto tempo da numerose squadre di baseball, comprese quelle italiane fino agli anni ‘70.

Prima edizione del Regolamento tecnico di gioco in italiano, del 1951. I giocatori indossano i knickerbocker.

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