Capitolo 24. The luckiest man on the face of the earth

Ogni sport crea i suoi miti, e talvolta questi trascendono i confini del Paese di origine o addirittura il mero fenomeno sportivo. Per motivi storici e di sviluppo dei mass media, i personaggi del baseball che hanno raggiunto rinomanza mondiale sono soprattutto statunitensi. Tutti si aspettano che una storia del baseball menzioni Babe Ruth o Joe Di Maggio; ecco dunque quattro brevi ritratti di famosi giocatori americani della prima metà del ‘900.

Ty Cobb

Tyrus "Ty" Cobb giocò in Major League dal 1905 al 1928, sempre con i Detroit Tigers tranne l’ultimo anno, ed è stato probabilmente il più grande attaccante della storia del baseball, unendo straordinarie capacità sia in battuta che nella corsa sulle basi. Durante la sua carriera realizzò novanta record di Major League, molti dei quali ancora imbattuti nel 2014, quali la media battuta in carriera (.367) e il numero di rubate a casa base in carriera (54). Detenne il record di valide in carriera (4.191) fino al 1985, di punti segnati in carriera (2.246) fino al 2001, di basi rubate (892) fino al 1977. Non fu in compenso un grande difensore: il suo record di errori in carriera per un esterno dell’American League (271) è ancora imbattuto. Ty Cobb era famoso anche per il suo carattere scontroso e lo stile di gioco aggressivo, descritto dal Detroit Free Press come "audace fino alla demenzialità": ad esempio, era solito arrivare in base scivolando con entrambi gli spikes alzati.

Babe Ruth

George "Babe" Ruth, soprannominato anche "the Bambino", giocò in Major League dal 1914 al 1935. Ruth iniziò la sua carriera in Major come lanciatore partente dei Boston Red Sox, e nel 1919 passò ai New York Yankees nonché al ruolo definitivo di esterno destro. Fu un grande battitore di potenza: a fine carriera era titolare dei record di fuoricampo in carriera (714) e in una singola stagione (60), di punti battuti a casa (2.213), di basi su ball ottenute (2.062) e di media bombardieri (una slugging percentage di .690, tutt’ora imbattuta). Babe Ruth tenne anche una alta media battuta, contrariamente a quanto capita di solito ai battitori di potenza: con la sua media di .342 è attualmente all’ottavo posto nelle statistiche di sempre, e la media ottenuta nel 1923 (.393) è ancora il record dei New York Yankees. The Bambino dominò la sua epoca, realizzando in molte stagioni i record annuali di fuoricampo,  di  media  bombardieri,   di punti segnati e  di  punti battuti a casa; grazie alle sue prestazioni, gli Yankees vinsero sette pennant (scudetti) dell’American League e quattro World Series. Il principale merito di Babe Ruth fu però quello di portare al baseball immensa popolarità, contribuendo alla fine della dead ball era basata su battute corte, bunt e rubate (vedere il capitolo 14).

Lou Gehrig

Henry Louis "Lou" Gehrig giocò in Major League dal 1923 al 1939, sempre nei New York Yankees. Era soprannominato “il cavallo d’acciaio” perché in numerose occasioni continuò la partita anche dopo aver subito fratture o aver perso i sensi per una palla in testa nel box di battuta (i caschetti per i battitori furono introdotti solo negli anni ‘40). E’ considerato il miglior prima base di sempre e detiene ancora, come prima base,  tutti i record di battuta possibili, sia in carriera che in singola stagione (punti battuti a casa, punti segnati, percentuale di arrivi in base, basi su ball ottenute, media bombardieri, ecc.). Nel 2013, detiene ancora il record assoluto di grandi slam in carriera (23), attualmente condiviso con Alex Rodriguez. Lou Gehrig è ricordato con commozione da tutti gli appassionati di baseball perché morì nel 1941 a soli 38 anni di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia che da allora negli Stati Uniti   si   chiama   semplicemente   “il   morbo   di  Lou Gehrig”. Il 4 luglio 1939, davanti a uno stadio stracolmo e in lacrime, Gehrig tenne il suo discorso di commiato alla squadra e ai tifosi, consapevole della morte imminente. E’ un breve discorso che molti americani conoscono a memoria, e durante il quale Gehrig disse: “Eppure oggi mi considero l’uomo più fortunato sulla faccia della terra”. Per la prima volta nella storia del baseball, un club “ritirò il numero” di un giocatore: da allora, nei New York Yankees nessun giocatore ha più utilizzato il numero 4.

Joe Di Maggio

Giuseppe Paolo Di Maggio, ovvero Joe Di Maggio, giocò in Major League dal 1936 al 1949, sempre come esterno centro dei New York Yankees. I media lo resero molto famoso sia come battitore (negli Stati Uniti) che come marito di Marilyn Monroe per 274 giorni (in tutto il mondo). Fu un battitore di potenza, ma soprattutto detiene ancora oggi il record di hitting streak, vale a dire il numero di partite ufficiali consecutive con almeno una battuta valida: 56, giocate tra maggio e luglio del 1941.

Questa fotografia del 1920 illustra come Ty Cobb arrivava in base 

4 luglio 1939: Lou Gehrig durante il suo discorso di commiato

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