Capitolo 25. Sale l'area, scende il monte

In tutta la storia del baseball, le regole sui confini dell’area di strike sono state ballerine. I limiti destro e sinistro dell’area non sono mai cambiati poiché sono le verticali che si alzano ai lati del piatto di casa base, che è largo 43 centimetri (17 pollici): una parte, per quanto piccola, della palla lanciata deve passare su questo segmento di 43 centimetri. Per i limiti superiore e inferiore non può esistere altro riferimento che l’anatomia del battitore, e qui le cose sono cambiate più volte nel corso del tempo. Racconteremo la storia dal punto di vista della Major League USA anche perché moltissime Federazioni e Leghe (ma non tutte, come nel caso del Giappone) hanno sempre utilizzato e utilizzano il Regolamento statunitense.

Come abbiamo visto nel capitolo 10, dal 1871 al 1886 il battitore poteva chiedere al lanciatore, per ogni turno di battuta, di ricevere solo “low balls” (palle passanti sotto il suo petto e almeno 30 centimetri sopra il terreno), o solo “high balls” (palle passanti tra il petto e le spalle) oppure ancora “fair balls” (la somma dei due casi precedenti); la palla doveva ovviamente passare sul piatto di casa base. Nel 1887 la possibilità di scegliere l’area di strike venne eliminata, e lo strike definito come “un lancio che passa sopra il piatto di casa, non più basso del ginocchio del battitore e non più alto delle sue spalle”.

Nel 1950 la parte superiore dell’area scese dalle spalle alle ascelle del battitore (pochi centimetri, dunque), per poi tornare alle spalle nel 1963. Alla fine degli anni ’60 il predominio dei lanciatori divenne però drammatico: nella stagione 1968 i lanciatori Denny McLaine e Bob Gibson realizzarono entrambi 339 shutouts (partite lanciate interamente senza concedere alcun punto), un solo battitore dell’American  League riuscì a  superare i .300 di media battuta e Don Drysdale, dei Los Angeles Dodgers, lanciò per 58 inning consecutivi senza subire un punto. Le partite stavano  diventando  noiose e il  pubblico meno  numeroso;  la 

L’odierna area di strike negli Stati Uniti e in Italia. Le tre palle disegnate sono lanci strike

Major League corse ai ripari e nel 1969 introdusse due modifiche al regolamento: il monte di lancio venne abbassato da 15 a 10 pollici e il limite alto dell’area di strike tornò all’altezza delle ascelle come negli anni ’50. Nel 1988 la povera area subì un’ulteriore riduzione nella parte alta, e venne definita come “l’area sopra il piatto di casa il cui limite superiore è la linea orizzontale a metà strada tra la parte alta delle spalle e la cintura pantaloni, e il limite inferiore è una linea sopra il ginocchio”. Stanca di giocherellare con la parte alta, la Major League nel 1996 se la prese con la parte bassa dell’area, facendola scendere sotto il ginocchio, cioè all’altezza dell’incavo sotto la rotula del battitore. Da allora l’area di strike è rimasta immutata, ma nel caso in futuro dovesse alterarsi l’equilibrio tra lanciatori e battitori sicuramente subirà ulteriori saliscendi.

Non sempre l’area di strike concretamente utilizzata dagli arbitri, compresi quelli di Major League, ha coinciso con la definizione data dalle regole. Questa divergenza è dovuta a diversi fattori; ad esempio, negli anni ’70 gli arbitri abbandonarono la protezione del corpo a forma di scudo rigido e adottarono la pettorina, che consentì loro una maggiore possibilità di movimento, e soprattutto di abbassarsi di più. L’abbassamento della linea di visuale determinò un immediato scivolamento verso il basso della loro area di strike; i lanciatori si adattarono alle chiamate e iniziarono a tirare più basso ed esterno, e i battitori di conseguenza si avvicinarono al piatto. 

Gli arbitri iniziarono allora a chiamare “ball” i lanci sul filo interno, soprattutto se alti, anche perché era entrata in vigore la regola dell’immediata espulsione del lanciatore che avesse colpito intenzionalmente il battitore alla testa, decisione che gli arbitri speravano di non dover mai prendere. Di fronte a questa situazione, la Major League nel 2001 chiese agli arbitri di attenersi, nelle loro decisioni, al regolamento e di chiamare perciò “strike” anche le palle sul filo interno e sul filo alto. Gli arbitri non si mostrarono molto sensibili al richiamo finché diversi club di Major League non adottarono il QuesTec (il sistema computerizzato di tracciamento dei lanci), e gli organi della MLB a utilizzarne i report per valutare l’operato degli arbitri e determinarne le carriere. L’introduzione del QuesTec ha obbligato gli arbitri a far coincidere la loro area di strike con quella del regolamento, e molti lanciatori a modificare la loro tecnica di lancio.

Si confronti la posizione dell’arbitro nel 1934 con quella di oggi, e le rispettive linee di visuale sull’area di strike

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