Capitolo 26. Ban the DH

Nessun mutamento nelle regole del baseball ha causato più discussioni di quella del “battitore designato”, adottata dalla American League nel 1973. Ancora una volta, il motivo della decisione fu uno solo: il business. L’abbassamento del monte di lancio e la riduzione dell’area di strike nel 1969 erano stati utili, ma non sufficienti: troppe partite finivano ancora con due-tre singoli e il risultato di 1 a 0, e il pubblico stava cominciando a disertare i ball park dell’American League. Per  i proprietari, l’equazione era semplice: più battute = più biglietti venduti, e la soluzione pragmatica era quella di togliere il lanciatore dal line up. Normalmente i lanciatori (selezionati e allenati per tirare centinaia di volte una palla a 150 km. all’ora in un’area di strike sempre più piccola) sono pessimi battitori: in genere hanno una media battuta attorno a .150, cioè realizzano 15 battute valide ogni 100 turni in battuta. Da diversi anni i proprietari di molte squadre di Major League chiedevano di eliminare il lanciatore dal line up, finché nel 1973 l’American League approvò la decisione, istituendo al figura del battitore designato (designated hitter, DH): un giocatore che non ha alcun ruolo in difesa e va soltanto in battuta al posto del lanciatore. 

Il dibattito sull’opportunità del DH non è ancora terminato…

Larry Hisle, primo giocatore dell’American League utilizzato quale battitore designato nel 1973

Il primo battitore designato della storia delle Major, Larry Hisle dei Minnesota Twins, dimostrò la bontà della scelta battendo, nella sua prima partita in tale ruolo, un fuoricampo da tre punti e un grande slam (fuoricampo da quattro punti). La National League non ha mai adottato il battitore designato, e continua a inserire il lanciatore nel line up. Il problema di quale regola usare sorge ovviamente nelle World Series, quando le due squadre vincitrici dei pennants della National e dell’American League si incontrano per il titolo di campioni degli Stati Uniti; poiché si tratta di una serie di incontri alternativamente in casa e fuori casa, la questione è stata risolta con una pezza poco soddisfacente: entrambe le squadre usano il DH sui campi dell’American League, e inseriscono il lanciatore nel line up sui campi della National League. Il dibattito sull’opportunità di questa regola, sempre contestata dai puristi del gioco, è ancora di piena attualità negli Stati Uniti. Fuori dagli USA, la possibilità (e non l’obbligo, ovviamente) del battitore designato è prevista nei regolamenti di quasi tutte le Nazioni, compresa l’Italia.

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